Nobel per la pace e mine antiuomo
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Ecco una iniziativa che mi è stata segnalata via mail e che è davvero molto meritevole (clown per portare un sorriso ai bambini in ospedale). Invito tutti i lettori di questo blog a visitare il relativo sito internet: WWW.THEODORA.ITEtichette: Theodora
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Quando era sindaco di Roma promise solennemente che terminata quell'esperienza avrebbe lasciato la politica per andare in Africa ad aiutare i bambini. Perchè lui si proclamava diverso dagli altri. Non attaccato alla carriera politica e alle poltrone ("c'è dell'altro nella vita"). Già, diverso. Poi però venne la possibilità di fare il segretario del nascente Partito Democratico. E l'Africa? Veltroni si "sacrificò" perchè il Pd lo chiamava. I bambini africani avrebbero dovuto aspettare. Poi però il buon Walter ha dovuto lasciare anche la guida del Pd. Ora non ha più impegni. E l'Africa è sempre lì, con i suoi problemi e i suoi bambini. Qualcuno, malignamente, potrebbe dire che non ha più scuse. Che maligni! Beh, comunque Veltroni proprio in questi giorni lo ha annunciato al Corriere: "Riprenderò a partecipare alla vita del Pd". Ma come, e l'Africa? Ancora un po' che aspetta... I bambini della promessa già sono maggiorenni...
Qualche lettore mi accusa di avercela troppo con Barack Obama ;-) E allora questa volta, a proposito dell'accordo Usa-Cina sul no alle limitazioni per le emissioni dei gas che creano effetto serra (tema di cui dovrebbe tornare a occuparsi il mese prossimo il vertice sull'ambiente di Copenaghen), non dico niente e mi limito a segnalare l'attacco del pezzo di Vittorio Zucconi in prima pagina su Repubblica. Scrive Zucconi (citando il Wwf): <<"Avrebbe potuto prendere il toro dell'inquinamento globale per le corna a Copenaghen e invece lo ha scansato" fremono contro Obama gli ambientalisti del Wwf, aggiunti da ieri alla sempre più lunga lista internazionale dei delusi dal carismatico "profeta del cambiamento" che in dieci mesi di presidenza sembra avere cambiato poco>>.
Esattamente un anno fa Barack Obama vinceva trionfalmente le elezioni presidenziali americane. Più che un presidente sembrava per la verità un Messia dato in dono dal cielo agli Usa e al mondo intero per portare pace e prosperità. Tutti o quasi bambinescamente adoranti ai suoi piedi. Obama ha vinto le elezioni con fiumi di promesse. E qui sta il punto: ha poi continuato a fare lo stesso nel primo anno di governo. Discorsi, parole, promesse, miracoli annunciati. Tanta retorica, ma fatti concreti praticamente zero. La cosa più concreta che si è vista è stato l'orto di zucchine e peperoni piantato dalla first lady Michelle nel giardino della Casa Bianca. Pure il Nobel lo ha vinto "sulla fiducia" (con relativo velo pietoso da stendere sulla commissione che aggiudica il premio). Non c'è da meravigliarsi dunque se proprio oggi invece di far festa per i suoi primi dodici mesi alla Casa Bianca, magari con il solito trito e ritrito discorsone ad uso mass-market sulle grandi sfide del futuro, Obama deve incassare un durissimo colpo elettorale: i Repubblicani hanno conquistato lo Stato del New Jersey e anche la Virginia, che proprio lo scorso anno era stata decisiva per la vittoria dei Democratici. Con le sole chiacchiere non si governa. Chi lo fa rappresenta un bluff, destinato ad essere scoperto. Anche la massa degli ingenui e degli sprovveduti (ovvero il target elettorale per il quale con un'abile campagna di marketing politico è stato studiato a tavolino il "fenomeno Obama") prima o poi non si accontenta più dell'annuncio dei miracoli, vuole toccarli con mano. Persino Gesù dovette fare i conti con San Tommaso...Etichette: Obama
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